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Fasci di combattimento
Il 23 marzo 1919, durante la riunione tenuta nella sala del Circolo degli Interessi industriali e commerciali (ancora non esiste Confindustria) che ha la sede nel barocco Palazzo Castani, in piazza San Sepolcro a Milano (onde poi i presenti, fra cui vi sono futuristi, anarchici, sindacalisti, ex socialisti, repubblicani, cattolici e liberali, verranno definiti sansepolcristi), Benito Mussolini annuncia ai suoi seguaci e simpatizzanti la costituzione dei Fasci italiani di combattimento, che rappresentano l'evoluzione dei precedenti Fasci di azione rivoluzionaria. Fra i circa cento presenti spiccano i nomi di Michele Bianchi, Ferruccio Vecchi, Filippo Tommaso Marinetti e altri. Mussolini intende dar vita ad un movimento avente lo scopo di valorizzare con lazione il contributo offerto dallItalia alla vittoria degli alleati e di porre ordine in una nazione che, pur uscita vittoriosa dalla guerra, è in una profonda crisi, aggravata dal disaccordo dei partiti. Il programma, vago e generico, è un misto di nazionalismo, antisocialismo e anticapitalismo; un movimento buono un po per tutti. La prima sede dei Fasci di combattimento, nello stesso Palazzo Castani, è ornata da simboli che diverranno comuni nell'iconografia fascista: il pugnale, il gagliardetto degli arditi, il teschio. Il simbolo dell'organizzazione è il fascio littorio che, come tanti altri del regime, si richiama anch'esso all'antica Roma. Nello stesso anno il movimento fascista fa il suo primo tentativo elettorale, ma viene sconfitto dalle forze liberali, socialiste e da quelle del Partito popolare. Si tratta però di una vittoria effimera: lo stato liberale-giolittiano si va disgregando, logorato dalle polemiche interne e dallincapacità di far fronte alla grave crisi economica e sociale del dopoguerra che attanaglia il Paese. In questo clima di diffuso malcontento il fascismo acquista la simpatia sia dei sostenitori dellordine e della legalità, sia dei gruppi agrari e industriali. Nel novembre del 1921, al Congresso di Roma, i Fasci di combattimento si trasformeranno in Partito Nazionale Fascista (P.N.F.).

Raymond Chandler
Scrittore statunitense di romanzi giallo-polizieschi, padre del noir contemporaneo, creatore dell'investigatore Philip Marlowe, Raymond Thornton Chandler nasce a Chicago (Illinois) il 23 luglio 1888. Durante la Prima guerra mondiale è nell'esercito canadese e poi nella RAF. Nel 1924 sposa P. C. Hurlburt, di 18 anni più vecchia e già due volte divorziata. Lavora come corrispondente e giornalista, ma solo nel 1933 inizia a dedicarsi all'attività di scrittore collaborando con Black Mask Magazine, una rivista pulp di detective stories. Vi è costretto dopo aver perso il lavoro nel 1933 (in piena depressione), licenziato per ubriachezza ed assenteismo. In Killer in the rain Chandler introduce il personaggio che lo avrebbe reso famoso, il detective Philip Marlowe, precursore di Nero Wolfe e dellispettore Maigret di Simenon. Una sorta di cavaliere dei tempi moderni, Marlowe appare in nove romanzi ma il migliore (ed il più famoso, anche grazie al film con Humphrey Bogart e Lauren Bacall) è The Big Sleep (Il grande sonno) del 1939, considerato una delle pietre miliari della letteratura hard-boiled americana. Nel 1943 firma un contratto con la Paramount e lavora per il cinema come sceneggiatore. Intanto la sua salute, minata dall'alcol, si deteriora e, un anno dopo la morte della moglie, avvenuta nel 1954, tenta il suicidio. Iniziano così i soggiorni e le cure nelle cliniche per disintossicarsi. Chandler muore a La Jolla il 26 marzo 1959 prima di aver terminato l'ottavo romanzo di Marlowe, The Poodle Spring Story.
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