Al Polo Nord

Per secoli il Polo Nord è rimasto un luogo inaccessibile, e la possibilità di poterlo raggiungereha affascinato molti esploratori. Diverse spedizioni (Nares, Greely, Nansen, Luigi Amedeo di Savoia) hanno cercato di arrivarci, ma l’ Si devono trascinare a braccia canoe e slitte, superare gli ostacoli con l'aiuto di pertiche e l'assideramento, che pu&Mac247; provocare cancrena e quindi amputazioni, e le infezioni agli occhi causate dal riverbero della neve. Il Polo Nord viene conquistato dall’ingegnere della Marina statunitense Robert Edwin Peary nell’aprile del 1909. Convinto che per procedere verso il Polo si debba raggiungere l'estremo nord della Groenlandia a piedi, e da l“ procedere con le slitte, come base di partenza per la sua impresa conclusiva Peary sceglie la Terra di Grant (da cui aveva gi&Mac246; effettuato due tentativi nel 1902 e nel 1905). Nel 1908, con la nave Roosevelt e il comandante Bartlett, prende il via un’impresa storica. Il 28 febbraio 1909 parte destinati a facilitare la pattuglia principale, composta di quattro eschimesi (Ootah, Seegloo, Egingway, e Ooqueah) e del suo assistente Henson. Con una rapida marcia, il 6 aprile 1909 Peary raggiunge l'obiettivo e il 24 rientra alla base, dopo aver compiuto nel ritorno quasi 900 km in soli sedici giorni. La gloria di aver raggiunto per primo il Polo Nord gli verr&Mac246; contesa da Frederick Cook, ma si accerter&Mac246; che quest'ultimo era un mistificatore. Peary ha in patria grandi onori e viene promosso ammiraglio. Sull’ultima vittoriosa spedizione scrive "La conquista del Polo Nord" (1911). Non sono mancate tuttavia, anche di recente, teorie tendenti a escludere che Peary abbia raggiunto il Polo, ma che gli sia giunto solo molto vicino.




Frank Lloyd Wright

Uno dei massimi architetti del Novecento, Frank Lloyd Wright, nasce a Richland Center (Wisconsin) l’8 giugno 1867. Dopo l’apprendistato nello studio di Silsbee, diventa allievo di Louis Sullivan, che lo plasma culturalmente e gli infonde la passione per lo sperimentalismo e la ricerca di nuove soluzioni che sarà una costante della sua vita. Wright si ispira a motivi e materiali della natura, rifiutando qualsiasi espediente decorativo. Una concezione di linee e spazi che prende il nome di “architettura organica”: una “filosofia della costruzione” senza schemi geometrici preordinati, ideale per l'uomo e nata intorno a lui. Una concezione che rispecchia le valenze individualistiche della società americana, e Wright si pone come riferimento assoluto per il movimento. In tutto questo gioca anche l'opposizione alla tradizione europea, che Wright rinnega orientandosi verso forme orientali e americane (maya, indios). Nella sua lunghissima carriera disegna oltre un migliaio tra case, uffici, chiese, scuole, biblioteche e musei. Progetta arredi, tessuti, lampade; è scrittore, educatore e filosofo. Fra le sue opere la Charnley House e la Robie House a Chicago; la Taliesin I a Spring Green (Wisconsin), sua residenza e meta di tanti ammiratori, la splendida Casa Kaufmann (Casa sulla cascata) a Bear Run (Pennsylvania); la sede della Johnson Wax a Racine e la Unitarian Church a Madison (Wisconsin); il Salomon R. Guggenheim Museum a New York. Muore a Phoenix (Arizona) il 9 aprile 1959.